Social Network e conflitti di coppia

Posted on 19 May, 2015 by Armando Polimene

I social network hanno favorito un mutamento ontologico della comunicazione caratterizzato da inedite forme d’interazione ed espressione delle identità. Tuttavia, si sa, non è oro tutto ciò che luccica, o almeno non lo è per tutti.

Sono passati più di cinquanta anni da quando nel 1964 Umberto Eco utilizzò per la prima volta una dicotomia destinata a fare storia, e che da quel momento, in modo più o meno fedele con l’accezione originaria dell’autore (Cfr. Eco 2011), fu impiegata come base argomentativa per un’infinità di trattazioni; parliamo della distinzione tra apocalittici e integrati, una dicotomia che, almeno in parte, ricalca la distinzione sociologica tra tecnofili e tecnofobi (Maldonado 1997), e che grazie alla sua polarizzazione ha permesso a centinaia di studiosi di descrivere il panorama sociale collocandosi, talvolta troppo comodamente, su un punto d’osservazione o sull’altro. Tuttavia c’è anche chi è riuscito a “sfruttare” le capacità esplicative di questa dicotomia per portare avanti argomentazioni che fossero in grado di riflettere sui reali processi che nascono e si sviluppano nel nuovo scenario della comunicazione digitale.

Ed è proprio questa la linea direttiva che intendo seguire per riflettere sul rapporto tra le nuove forme di comunicazione online e quella che a mio parere è la relazione interpersonale più problematica ma anche più interessante da analizzare in virtù dell’elevato contenuto emozionale alla base dell’interazione e delle sue peculiarità in termini di messa in gioco delle identità e messa in scena del conflitto: il rapporto di coppia.

Dopo aver fatto qualche ricerca, ho notato, devo dire con poco stupore, che le principali argomentazioni sul tema possono essere fondamentalmente incluse in due macroaree:

  • Nella prima macroarea ritroviamo tutte le trattazioni che si concentrano sulle opportunità e sui rischi per la coppia dell’utilizzo della CMC (Comunicazione Mediata dal Computer) nelle varie fasi del processo di conoscenza. Un’interessante trattazione sul tema è possibile ascoltarla all’indirizzo http://wvucommmooc.org/c1weektwo/
  • La seconda macroarea abbraccia invece tutte le analisi sul “conflitto nella vita di coppia” generato, secondo i sostenitori di questa posizione, dall’uso da parte dei partner dei nuovi strumenti di comunicazione, in particolare dei social network.

Chi scrive in quest’ottica utilizza in genere due prospettive:

  •  I social network per loro stessa natura rappresentano un pericolo per la vita di coppia (questi, infatti, aumentano le occasioni di conflitto in virtù della loro capacità di mettere facilmente in contatto persone anche estranee con il proprio partner.)
  • Non sono i social network in se a rappresentare un pericolo per la coppia ma i modi di utilizzo da parte dei partner (richieste d’amicizia, like ecc…)

Personalmente credo che sia importante ragionare anche su una terza strada dalla quale possano emergere elementi scatenanti alcuni conflitti di coppia: il diverso atteggiamento dei partner nei confronti delle nuove forme di comunicazione online.

Che cosa accade quando in una coppia ci sono un apocalittico e un integrato?

La mia impressione è che se per anni l’equilibrio nelle relazioni sentimentali è stato ricercato nella condivisione di valori riguardanti le “buone regole” della vita di coppia, ma allo stesso tempo impostato su basi solide che prendevano in considerazione anche fattori esterni sulla quale i due partner avevano posizioni chiaramente riconoscibili (es: fede religiosa, orientamento politico ecc…); oggi sembra invece assumere sempre più importanza un’altra questione politica, e cioè la posizione del partner nei confronti dei nuovi strumenti e delle nuove forme di comunicazione online.

È plausibile supporre che le dinamiche del conflitto di coppia possano in parte scaturire anche dalle diverse posizioni che i partner assumono su quel continuum in termini di opinioni e atteggiamenti tra i due estremi rappresentati delle figure idealtipiche dell’apocalittico e dell’integrato, poiché spesso dietro un comportamento manifesto (es: una particolare azione sui social) di un integrato si nasconde una particolare visione del mondo, un assetto culturale e psicologico diverso da quello dell’apocalittico e viceversa.

  • Tomás, Maldonado. “Critica della ragione informatica.” (1997).
  • Umberto, Eco. “Apocalittici e integrati.” Comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa(1964).

 

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2 pensieri su “Social Network e conflitti di coppia

  1. Argomentazione interessante e ottimo spunto di riflessione. Cercando di declinare l’ “assetto culturale e psicologico” a cui fai riferimento verso una parte più specifica, io direi che tra le principali differenze possiamo trovare la diversa concezione della privacy. Concordo appieno con l’andare a guardare dietro un comportamento manifesto, perché l’azione di postare su un social, poniamo Facebook, una foto o un pensiero legato alle circostanze realmente vissute dal possessore del profilo, può essere vista tanto come “condivisione positiva” verso persone conosciute, tanto invece come “intromissione negativa” da parte di chi non ha partecipato a quel momento. Se la questione è per l’appunto una scelta di tipo personale, e ognuno è libero di postare sui social quello che vuole (nei limiti della legge), ciò non vale più per la coppia, in quanto, chiamiamolo, ‘soggetto doppio’. Ognuno di noi, scorrendo le home dei social, può facilmente incontrare: da un lato, coppie che condividono (spesso con diversi selfie e altrettanti hashtag) cosa stanno facendo in quel preciso momento; e dall’altro, coppie che non hanno il minimo interesse (o si rifiutano apertamente) di condividere questa tipologia di informazioni. E se la questione vede in disaccordo i due partner? Informazioni, privacy, per l’ appunto. Sarebbe un errore liquidare la questione come banale, poiché tanti sono i modi in cui i social media influenzano la nostra vita, e la visione della privacy di un apocalittico e quella di un integrato possono essere talmente discordanti da poter provocare anche rotture nella coppia. Vero è che oggi ci si conosce ed innamora anche sui social, e in questo caso, forse, il problema è risolto. Ma le coppie nate prima di Facebook?

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    1. Estella condivido pienamente la tua visione. Il concetto di privacy sta avendo una mutazione genetica senza precedenti. Al corso di Comunicazione e Nuove Tecnologie abbiamo affrontato il “discorso sulla privacy” sotto tanti punti di vista, magari se mi è data possibilità mi farebbe piacere scrivere un’altro articolo proprio su questo tuo spunto….GRAZIE

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