ArtStack: il “Social Museo” del XXI secolo

“Prendi l’arte e condividila!” Nel mondo moderno, questo è quello che contrassegna i nuovi artisti, e nel 2011, Ezra Konvitz, James Lindon e Alex Gezelius, hanno materializzato virtualmente questo motto.

Grazie a questi tre curatori approda in rete ArtStack, il nuovo social media per tutti gli appassionati di arte. Letteralmente “arte accatastata” non solo permette agli utenti di comunicare fra di loro attraverso una chat, su mostre, esposizioni ed ultime tendenze di arte contemporanea ma permette agli stessi di scegliere un’opera d’arte preferita e condividerla, creando così una vera e propria galleria virtuale.

La comunità include curatori, artisti, collezionisti, galleristi, direttori di musei, giornalisti e semplici amanti dell’arte da oltre 160 Paesi.Un social network che apre le porte ad un mondo fino ad ora destinato unicamente ad una ristretta élite di esperti e che permette la condivisione e la fruizione gratuita dell’arte all’interno della sua piattaforma.

Con un design molto pulito ed elegante,  immagini di grandi dimensioni e con una  elevatissima qualità, su questa piattaforma l’arte viene organizzata e classificata in categorie,  con schede sugli artisti e con la possibilità di vedere l’opera d’arte in mostra.

Sono oltre 622.000 le opere esposte all’interno di questo “museo virtuale”, riguardanti differenti linguaggi artistici quali pittura, fotografia, scultura ecc.

Da tempo, proprio per le tante qualità, alcuni musei stanno iniziando a collaborare con la piattaforma.

Le interazioni, inoltre, non solo sono molto frequenti a dimostrazione che l’arte ha trovato nelle nuove tecnologie digitali utili strumenti di diffusione ma sono anche molto simili a quelle tipiche del più noto social network Instagram.

Per di più l’opera d’arte può essere commentata o condivisa anche su altre piattaforme come Twitter o Facebook.

Un sistema anche di self promotion per gli artisti emergenti ed accessibile attraverso qualsiasi smartphone o tablet che supportano sistemi iOS e Android.

Questo tipo di social permette di superare l’idea di museo come semplice luogo in cui conservare opere di grande valore e di creare uno spazio di partecipazione e condivisione e di approfondimento e didattica interattiva.

 

 

Claudia Mancini

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