Cara vecchia scuola, rinnovati!

di Monica Siano

Da settimane, ormai, amici e familiari che lavorano nella scuola non ci parlano di altro: la riforma voluta dal governo Renzi. Sono come ossessionati (e giustamente, dato che ne va del loro futuro professionale): alcuni (pochi, per la verità) trovano in questa “rivoluzione” degli aspetti positivi; altri, invece, la bocciano senza appello. Si fa un gran parlare di rinnovamento, insomma, della necessità per l’istituzione scuola di ammodernarsi e stare al passo coi tempi. Nella speranza che questo restyling lasci meno persone possibili scontente (e con l’augurio per noi comuni cittadini di capirci, prima o poi, qualcosa), vi segnalo intanto un’iniziativa che sa di nuovo, ma è meno fumosa e controversa. A Napoli, il prossimo ottobre, si terrà l’evento “Smart Education & Technology Days – 3 Giorni per la Scuola”: un’occasione di incontro tra docenti e dirigenti scolastici – da un lato –, istituzioni e imprese produttrici di beni e servizi per la didattica e la formazione – dall’altro –. L’argomento è piuttosto ostico per noi italiani ma, ahinoi, dovremo pur farcene una ragione e dare una provvidenziale svecchiata: la cosiddetta “smart education”. Il solo aggettivo smart dovrebbe farci intendere che si parla di un’istruzione nuova, veloce, intelligente e tecnologica; insomma, di una scuola 2.0. l’Italia, da questo punto di vista, è indietro anni luce: pensate che le famigerate LIM (lavagna interattiva multimediale) attualmente sono installate nel 21,6% delle aule scolastiche. Se ancora non vi basta, nella scuola primaria c’è un solo computer ogni 15 studenti. Dati non esattamente rincuoranti, insomma. Per fortuna, c’è chi si preoccupa di affrontare il problema, coinvolgendo anche gli studenti, che, in quanto nativi digitali, dovrebbero sentire più di tutti l’esigenza di risolverlo. La convention “Smart Education & Technology Days – 3 Giorni per la Scuola”, promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Fondazione Idis-Città della Scienza, rientra nelle attività di sostegno alla diffusione e valorizzazione della cultura scientifica, definite dal Protocollo d’Intesa sottoscritto il 26 marzo 2012.

Quali sono le tendenze didattiche relative ai nuovi dispositivi tecnologici in uso nelle scuole? In che modo la digitalizzazione può contribuire a migliorare il rapporto tra insegnanti e alunni? Infine, come computer e affini possono facilitare gli studenti nell’apprendimento?

Per chiunque voglia dare risposta a queste domande, l’appuntamento è a Napoli. Non mancate!

Fonti consigliate: 

definizione smart education

3 giorni per la scuola

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