Collaborare tra le nuvole: il cloud al servizio del co-working

imm2Tra i neologismi dell’informatica, il termine cloud è oggi tra i più utilizzati. Un’espressione ancora molto vaga per i più, ma che rappresenta un concetto molto semplice: i dati smettono di essere memorizzati sugli hard disk locali dei nostri dispositivi e, sfruttando la connessione ad Internet, vengono “caricati” su server remoti, recuperati in qualunque momento e da qualsiasi device e condivisi in un istante con i propri contatti.

Gli utenti consumer hanno iniziato da poco comprendere i vantaggi derivanti da questa tecnologia. La spinta maggiore si è avuta grazie alla diffusione dei dispositivi mobili: per sfruttare le potenzialità del cloud, basta una connessione ad Internet ed un terminale qualsiasi, indifferentemente dalla sua configurazione hardware o software. Ulteriore punto a favore è la sincronizzazione: nel momento in cui i file vengono modificati su uno dei nostri dispositivi e salvati sul server, gli altri device saranno in grado di visualizzarne automaticamente la versione più aggiornata.

Allo stato attuale, i servizi cloud più utilizzati, come DropBox, OneDrive di Microsoft e Google Drive, offrono delle interessanti funzioni utili alla condivisione dei documenti e al lavoro di gruppo. Una prima importante possibilità è la creazione di file e cartelle condivise, accessibili in contemporanea da tutti i partecipanti a un progetto o a un lavoro: con un semplice clic sul pulsante Condividi, i nostri collaboratori possono visualizzare i file e apportare le correzioni.

im1Sia OneDrive che Google Drive, inoltre, permettono la modifica dei documenti direttamente online tramite il browser. Il servizio di Microsoft, infatti, integra direttamente sul cloud una suite abbastanza completa di programmi per la produttività denominata Office Online. Come è facile intuire, non si tratta di nient’altro che della versione “alleggerita” dei programmi Word, Excel, PowerPoint e OneNote, ma utilizzabili in maniera gratuita e senza la necessità di installare del software in locale. Google ha invece sviluppato il pacchetto Google Docs, molto simile ad Office Online  ma meno ricco di funzionalità.

Un altro servizio cloud meno conosciuto degli altri è Box, pensato appositamente per il co-working. Oltre alla funzione di condivisione, è presente un’area notifiche che ci tiene informati in tempo reale sulle modifiche apportate ai file dai propri collaboratori e un sistema di messaggistica per comunicare con i propri contatti.

È evidente che sia Microsoft che Google puntano tutto sul cloud: ogni giorno decine di aziende e migliaia di utenti “casalinghi” decidono di avvicinarsi ai servizi “sulla nuvola” allettati dalla prospettiva di risparmiare tempo e denaro. Google, già oggi, integra profondamente il proprio servizio cloud nei dispotitivi equipaggiati dal sistema Android, ma solo con il lancio imminente di Windows 10, in cui OneDrive diventerà parte integrante del sistema operativo, che milioni di utenti si avvicineranno inesorabilmente al mondo dell’archiviazione e della collaborazione online.

 Giovanni Abbatangelo

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