Internet Marketing e gli inconsapevoli pubblicitari. S.M.S. (Social Media Marketing)

Negli ultimi anni non si fa altro che parlare dell’ utilità che i social media ricoprirebbero nel mondo del web. Considerati come una sorta di guru pubblicitari, creano e producono nuovi modi di fare business e marketing. Malgrado i dubbi di diversi ricercatori sociali, molti imprenditori si sono lanciati nel mondo on-line abbandonando le tecniche convenzionali di marketing e puntando all’ uso sistemico di innovazioni strategiche digitali.

Diverse aziende invadono  i “giardini sociali altrui” puntando quindi su tecniche non- convenzionali al fine di garantire, al proprio brand,una massima visibilità a costi ridotti sui più grandi discussi social media. (Alex Giordano, Bernard Cova , Mirko Pallera, Marketing non- convenzionale.Viral, guerrilla,tribal, societing e i 10 principi fondamentali del marketing post-moderno,2012, Il Sole 24 ore)

Le diverse tecniche che la fanno da padrone nel mondo del web puntano ad un target di riferimento facendo un uso consapevole del social media (Content marketing), basandosi sul passaparola on-line (Viral marketing) e creando promozioni pubblicitarie a basso costo attraverso l’utilizzo creativo di strumenti che fanno leva sull’immaginario degli utenti (Guerrilla marketing).

Un caso interessante di “potere virale”scoppiato sul web è stato riscontrato poco tempo fa. Il fenomeno The Dress, il  famoso vestito (blu e nero e/o bianco e oro) che“cambiava colore”, creò scompiglio nel mondo del web. Tutti ne parlavano, dai “cinguettii” delle diverse star hollywoodiane ai post su Facebook. Esperti neuroscienziati, interessati al “misfatto mediatico” (BevilConway;Jay Neit), ritenevano che le differenze di opinioni erano il risultato di come il cervello umano percepiva i colori quando era sottoposto a stimoli differenti. Ma il fatto che si vuol riportare alla nostra attenzione  sta nell‘ enfatizzare la portata mondiale di tale fenomeno grazie all’ utilizzo di “strategie virali”.

La Roman Originals, produttrice dell’ abito, è riuscita ad ottenere un effetto buzz(ronzio)sul suo marchio, facendosi così conoscere a livello mondiale a costo zero. Fu proprio infatti, l’ aumento improvviso di domande del prodotto, che portò alla creazione della versione “limited edition” in versione bianco e oro. Il rappresentate di Roman Originals ha spiegato al Daily Mail:  “The Dress ha invaso internet diventando l’abito più desiderato del mondo[…] in una sua esclusiva versione bianco ed oro[…] che da oggi sarà messa all’asta su ebay”.(http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3081654/So-S-Dress-divided-internet-Region-brain-identifies-colour-easily-confused-artificial-light.html)

C’è da dire però che, diverse sono le imprese che si sono sforzate nello star  ” a passo con i tempi” creando pagine, gruppi e twitter, ma nonostante ciò molte lamenterebbero l’ inutilità di questi “strumenti non- convenzionali” per aumentare i profitti aziendali.Questo potrebbe essere dovuto al fatto che il rumore nei social media aumenta in modo esponenziale. Sempre più persone infatti, farebbero uso dei social media principalmente per svago e/o per relazionarsi agli altri utenti regalando,il più delle volte,un likes a pagine senza nemmeno averne letto i contenuti.

A tal motivo le campagne pubblicitarie sui social media per poter essere efficaci dovrebbero integrare le loro strategie con altre attività organizzative dando dovuta rilevanza agli utenti. Infatti il così detto prosumerismo è uno degli aspetti rilevanti per osservare il mutamento che la società ha conosciuto con l’ avvento del Web 2.0, il quale ha comportato una completa trasformazione del ruolo dell’utente.

Manuel Castells sosteneva che “i social media avevano cambiato i processi della comunicazione facendo emergere una mass selfcommunication (auto-comunicazione di massa), una portata comunicazionale massiva di contenuti creati e condivisi dagli stessi utenti ”.(A.Mandelli.A. Cosimo, Marca e metriche nei social media, Lugano, Università Svizzera Italiana, 2010, Progetto DigitalMarkets)

Internet dematerializza il mercato trasformando le imprese in “e- imprese”, che si adattano alla “net-economy” superando i vincoli geografici, creando nuovi modelli di organizzazione e nuove strategie di marketing ponendo al centro l’ informazione ed il consumatore. ( Antonio Foglio, E-commerce e web marketing. Strategie di Web marketing e tecniche di vendita in internet, 2002, Franco Angeli)

In conclusione proprio grazie alle continue pulsioni mediatiche l’ utente diviene curatore di idee, cercatore di prodotti e creatore di marketing assumendo piena libertà. Le aziende sono costrette a curare l’ attenzione del fruitore. Quello che può sembrarci un semplice click  ad una pagina allora può essere considerato una “pubblicità inconscia” assimilabile poi dai nostri followers?  Siamo responsabili delle nostre azioni digitali?

Protagonisti della ricerca di informazione e condivisione, diventiamo, involontariamente fornitori ufficiali di garanzia, offrendo popolarità e pubblicità semplicemente padroneggiando un mouse il più delle volte inconsapevolmente.

 

di   Maria Iannicelli

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