Qual è il futuro del giornalismo?

Il suo fascino resta ancora intatto, ma il giornalismo sta cambiando pelle.

Le nuove tecnologie digitali e connettive ne stanno ridefinendo i lineamenti, avviando una trasformazione che ne riguarda i mezzi, i formati, i generi, gli argomenti trattati, gli attori sociali, le professionalità richieste e il pubblico di riferimento . Con la digitalizzazione, le pratiche di lettura e di scrittura, da secoli legate alla carta stampata, si sono spostate verso supporti digitali che, a loro volta, hanno contribuito a rivoluzionare il nostro rapporto con il testo. Oggi viviamo completamente immersi nei testi: li scriviamo, li stampiamo, li leggiamo, li pubblichiamo in spazi, tempi e modi mai sperimentati fino ad ora .

E anche l’essere giornalista ha assunto ormai connotati diversi da quelli che un tempo tale professione richiedeva. Le nuove tecnologie hanno contribuito ad ampliare le competenze tecniche e culturali degli stessi giornalisti, ai quali non viene più chiesto di essere solo una “buona penna”, bensì di ideare, realizzare, promuovere e distribuire su più media/canali comunicativi una notizia. A tal proposito, Katharine Viner– nuovo direttore del “The Guardian”- ha sottolineato come il passaggio del giornalismo, dall’analogico al digitale, non debba essere equiparato ad un semplicistico adeguamento dell’articolo al web. Della stessa opinione sono Antonio Sofi e Enrico Bionda: entrambi sostengono che il moltiplicarsi delle forme e dei formati comunicativi abbia influenzato il giornalismo, dando il via all’era della crossmedialità. Con questo termine si indica infatti la capacità, di ciascun soggetto giornalistico, di produrre tante varianti di un fatto notiziabile quanti sono i canali disponibili per raggiungere il lettore interessato, tenendo sempre presente le logiche distributive e di consumo che contraddistinguono ciascun canale.

Con il giornalismo digitale, spazio e tempo sono ormai venuti a mancare. La produzione, la pubblicazione e la fruizione delle notizie sul web sono immediate e in continua evoluzione. Le notizie vengono tempestivamente pubblicate e poi approfondite con ulteriori aggiornamenti. A differenza della carta stampata i limiti di spazio diventano più labili, e le possibilità di approfondimento, grazie ai collegamenti ipertestuali, diventano illimitate. Il web ha inoltre offerto ai giornalisti la possibilità di raccontare le proprie notizie attraverso mezzi e linguaggi differenti: con video, audio o con gallerie di foto/immagini . E se è vero che le nuove tecnologie hanno cambiato i tempi e i modi di fare giornalismo, rendendo quasi obsoleta la ricerca “sul campo” della notizia, è altrettanto vero che i valori e l’etica del giornalismo restano invece quelli di sempre?

di Francesca Cavaliere

Fonti:
-Sorrentino Carlo, “TUTTO FA NOTIZIA. Leggere il giornale capire il giornalismo”, Carocci editore, 2010.
-Anichini Alessandra, “Il testo digitale”, Apogeo, 2010.
-http://www.brindisireport.it/images/backup/2013/11/Il-giornalismo-tra-carta-stampata-e-multimedialit%C3%A0.-di-Annalisa-Albanese.pdf
-Carlo Sorrentino, Enrico Bianda, Antonio Sofi, “Attraverso la Rete. Dal giornalismo monomediale al giornalismo crossmediale”, Rai-Eri, 2008.
-“The rise of the reader: journalism in the age of the open web” di Katharine Viner.

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