I Social Media e le comunità online.

L’avvento del pc ha contribuito molto alla diffusione del computer networking (una rete di computer: precisamente una rete di telecomunicazioni che consente i computer di scambiare dati). I primi utenti dei network di computer hanno creato le comunità virtuali basate sulla comunicazione online terminando la separazione tra luogo e socialità, queste operano sul valore della comunicazione libera da parte di molti verso molti e sulla capacità di ciascuno di creare e pubblicare la propria informazione.

Le comunità virtuali sono affiliazioni deboli di persone che possono scomporsi in qualunque momento: per esempio uscire da un gruppo su Internet è semplice e viene raramente notato. Poiché queste comunità virtuali sono composte da persone che condividono un certo interesse che li lega insieme o una certa attività sono chiamate anche comunità di interesse.

Sono soprattutto gli adolescenti, ma non solo, ad utilizzare queste interazioni online scoprendo o costruendo la propria identità dichiarando veramente se stessi o cambiando ruolo, essi possono scegliere di utilizzare oltre al nome proprio (se vogliono essere riconosciuti) anche un nickname (una sorta di soprannome che rispecchi in qualche modo un tratto del nostro carattere) costruendosi così una propria identità in Rete.

Sono i cosiddetti nativi digitali (i giovani nati a partire dalla metà degli anni Novanta che hanno sempre vissuto usando Internet e i nuovi media) che navigano, creano, comunicano e si esprimono attraverso queste nuove tecnologie e attraverso l’uso dei social media, mantenendo, come ha affermato il sociologo americano Mark Granovetter (1973), sia relazioni umane basate sui legami deboli che coinvolgono persone accomunate da specifici obiettivi, e sia relazioni umane basate sui legami forti anche a distanza, nei quali fanno parte i parenti di sangue.

Il termine social media si è diffuso presso il largo pubblico solo negli ultimissimi anni, anche se le prime forme di comunità è possibile rintracciarle anche nei web-forum. Nei social media l’utente è insieme scrittore e lettore, narra e rappresenta sé stesso al pubblico e insieme è quel pubblico che partecipa alla narrazione e rappresentazione in rete da altri. Con il termine 2.0, coniato da Tim O’Reilly nel 2004, si intende il Web come luogo in cui vi è una partecipazione e collaborazione dove continuamente gli utenti rielaborano i contenuti. Con l’utilizzo dei social media si possono effettuare varie attività definite in tre categorie: blog, share content e remix.

Nel primo caso (nato come “diario personale online”) offre agli individui, senza particolari conoscenze tecniche, la possibilità di pubblicare contenuti multimediali sul Web ed è costituito dal fatto che “uno” parla a “molti”; nel secondo caso, vi è invece una parità tra autore e lettore e nel quale si pubblicano testi, foto, video che altri utenti possono condividere con i propri conoscenti e amici, e infine nel terzo caso, gli utenti non si limitano a pubblicare i contenuti online, che essi stessi creano o condividono con gli altri utenti.

Come afferma Zygmunt Bauman (2003), il contesto d’incertezza attuale ci porta ad utilizzare gli strumenti di comunicazione digitali per creare nuovi e più forti legami che sono però legami “freddi”. Nell’utilizzo dei social media e, in particolare, dei social network, si tende di ricreare digitalmente i legami che l’individuo già possiede con i membri della propria famiglia, con i colleghi di scuola o di lavoro, con gli amici che si frequentano nel tempo libero.

I social network rappresentano proprio l’evoluzione delle comunità virtuali (introdotte con la nascita di Internet- ARPANET -nel 1969), l’utilizzo di un’interfaccia più semplice, la possibilità di avere garanzie sull’identità degli interlocutori hanno permesso di usare i social network sia come supporto alla propria rete sociale, sia come espressione della propria identità sociale, e sia come analisi dell’identità sociale degli altri membri della rete. È importante anche dire che i social network non vengono usati solo per conoscere nuovi amici: infatti in Italia i social network professionali, come LinkedIn, vengono utilizzati dagli utenti per cercare lavoro.

Un social network è una piattaforma basata sui nuovi media che consente all’utente di gestire (Lave e Wenger, 2006; Tajfel, 1999) sia la propria rete sociale (l’insieme di persone cui si è legati da una forma qualsiasi di relazione) e sia la propria identità sociale (la posizione all’interno dei diversi gruppi sociali che compongono la propria rete sociale). A parte i bisogni strettamente fisiologici, i social network sono in grado di offrire una risposta ai principali bisogni che ciascuno di noi esprime nel corso della propria vita, ma sono anche in grado di accompagnare l’utente nel corso del proprio sviluppo personale.

Due ricercatrici americane, Danah Boyd e Nicole Ellison (2007) affermano che un social network è caratterizzato: da uno “spazio virtuale” (forum) in cui l’utente può costruire ed esibire un proprio profilo, che deve essere accessibile (in forma parziale) a tutti gli utenti dello spazio; dalla possibilità di creare una lista di altri utenti (rete) con cui è possibile entrare in contatto e comunicare; dalla possibilità di analizzare la propria rete e le connessioni degli altri utenti.

Nei social network possiamo decidere noi come presentarci alle persone della rete attraverso due strumenti: quelli individuali e quelli di gruppo. In quelli individuali vi è il profilo, che ci consente di descriverci rispettando dei parametri predefiniti dal social network (come attività, interessi, musica preferita e così via); la condivisione dei contenuti multimediali come foto e video; e (se presente) l’utente può utilizzare la propria bacheca o quella dell’amico per raccontare quello che sta facendo o pensando.

In quelli di gruppo vi sono: i “gruppi”, gli “eventi” e le applicazioni. I “gruppi” consentono alle persone di aggregarsi secondo un interesse comune, gli “eventi” sono le feste o qualsiasi altro appuntamento che si vuole segnalare alla propria rete di amici, e le applicazioni sono disponibili solo ai social network in cui è possibile descrivere in ulteriore dettaglio le caratteristiche della propria identità sociale. La possibilità di usare i nuovi media per organizzare la rete sociale e per esprimere l’identità sociale ha permesso di far entrare il virtuale nel nostro mondo reale e viceversa, offrendo a noi uno strumento per creare e/o modificare la nostra esperienza sociale.

Nei social network il mondo reale e il mondo virtuale entrano continuamente in contatto e questo fa nascere un nuovo spazio sociale chiamato «interrealtà» (Riva, 2009-2010; Van Kokswijk, 2003). Rispetto alle comunità reali, i social network facilitano i contatti poiché attraverso di essi l’interazione con gli altri membri può essere istantanea e senza barriere perché ad esempio, non ci si deve preoccupare del proprio aspetto per poter scrivere ai propri contatti; ma essi richiedono più tempo e più impegno per trasformarsi in vere comunità.

Le comunità virtuali sono reti sociali interpersonali, gran parte delle quali basate su legami deboli, estremamente diversificati e specializzati, esse non sono imitazioni di altre forme di vita ma hanno una dinamica propria, inoltre, non vivono in isolamento da altre forme di socialità e anzi, esse rafforzano la «privatizzazione della socialità» ovvero la ricostruzione di reti sociali intorno all’individuo e lo sviluppo di comunità personali sia fisiche sia online.

 

di  Roberta Iornini

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