La nuova One Best Way

Se pensiamo ai grandi padri della sociologia e ai loro studi riguardanti il mondo del lavoro e le modalità mediante le quali l’uomo si rapportava e si continua a rapportare ci vengono in mente le teorie messe in atto da Taylor. Potendo racchiudere in un solo slogan il suo pensiero ci verrebbe in mente: the One best way (ovvero l’unica strada giusta). Infatti grazie ad essa gli operai potevano ridurre i tempi e il carico di lavoro che svolgevano. I tempi sono cambiati e oggi viviamo in un’epoca in cui a farla da padrone è il cosiddetto Capitalismo Cognitivo che ha fatto emergere una nuova classe lavoratrice che per alcuni aspetti è paragonabile a quella operaia di cui parlava Taylor, ovvero tutti quei lavoratori che fanno parte del settore terziario (settore dei servizi). In questo scenario potremmo riadattare quanto professato dall’ ingegnere statunitense più di un secolo fa. Basta pensare che nonostante è cambiato il tipo di produzione c’è da dire che il lavoratore si è trovato nuovamente ad affrontare gli stessi problemi. In questo contesto non ci è voluto molto tempo per ri-trovare la cosiddetta One Best Way. Quale scelta migliore se non quella di servirsi di un mezzo importante come la rete. Perciò risulta importante, se non vitale, l’utilizzo che si fa di messaggistica istantanea. Ad esempio prendiamo programmi come whatsapp o messenger, questi ci danno disponibilità e reperibilità uniche che ci rendono meno difficile lo scambio di informazioni o file in ogni momento e in ogni dove. Basta una semplice connessione e uno smartphone e il gioco è fatto, possiamo risolvere problemi che solo 20 anni fa avremmo considerato insormontabili. Al giorno d’oggi questi tipi di programmi si specializzano sempre più aumentando, in tempi sempre più ridotti, i servizi offerti (basti pensare alle condivisioni di file immagine, video o addirittura alle chiamate internet). Non meno importante risulta essere Skype che al giorno d’oggi viene utilizzato in molte aziende e molte università italiane per tenere riunioni importanti con docenti e studiosi che si trovano in ogni dove. Seguendo questo filo del discorso che noi possiamo affermare che il mondo del lavoro ha trovato nuovamente la sua one best way. Il presidente dell’Isfol asserisce che queste tecnologie sono utilissime nel mondo del lavoro, perché capaci di risolvere problemi altresì impossibili da sbrogliare se non con una immensa perdita di tempo. Grazie alle nuove tecnologie i tempi si sono ristretti notevolmente e le distanze affievolite, ma la cosa più importante è che grazie ad esse possiamo risolvere qualsiasi problema che si presenta in men che non si dica e persino in strada mentre camminiamo. Nonostante ciò vi è una nota non certo dolce per gli italiani; infatti malgrado l’importanza delle nuove tecnologie solo il 60% degli italiani occupati utilizza queste in ambito lavorativo. Una cifra irrisoria se paragonata agli altri paesi sviluppati.

 

Andrea Famiglietti

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