Internet killed the video star

Il 1° agosto 1981 nasceva MTV, un’emittente televisiva innovativa nel suo genere che ha rivoluzionato il modo di fruire della musica e ha fatto la storia di quegli anni. Principale attività del canale era quella di trasmettere video musicali, una novità per l’epoca; ironicamente il primo video trasmesso fu “Video Killed The Radio Star” una canzone dei Buggles che sottolinea in maniera puntuale il passaggio d’epoca che stava avvenendo. Fino ad allora il principale media per ascoltare musica era la radio, esistevano altresì il walkman, il giradischi, il jukebox, ma il concetto di musica era relegato solo al senso dell’udito; MTV ebbe il merito di estenderlo per la prima volta anche al senso della vista. Nei primi anni di trasmissione del canale la stragrande maggioranza dei ragazzi americani rimaneva incollata alla tv durante il tempo libero; i discografici, vedendo ciò, decisero di cambiare rotta e a corredo della canzone iniziarono a registrare dei veri e propri cortometraggi con tanto di grande regista a dirigere; John Landis girò “Thriller” per Michael Jackson, re indiscusso della scena Pop di quegli anni insieme a Madonna. Nell’immaginario collettivo dei ragazzini degli anni ’80 le canzoni erano qualcosa di inscindibile dalle immagini dei videoclip e concepire una canzone senza video era un qualcosa di incompleto. Negli ultimi 30 anni il mercato musicale è cambiato radicalmente grazie anche all’avvento di Internet che ha rivoluzionato completamente il campo della comunicazione. Si è gradualmente passati dalla “Generazione Mtv” alla “Generazione YouTube”. YouTube è una piattaforma lanciata nel giugno 2005 attraverso la quale è possibile condividere video personali con gli utenti connessi alla rete e raggiungere i “15 minuti di notorietà” prospettati nel 1968 da Andy Warhol, icona della Pop Art. “YouTube consente di rileggere l’intera storia sociale dello schermo, il dispositivo che ha dato letteralmente luogo al Novecento, trasformando la tridimensionalità della metropoli nella bidimensionalità del cinema; e dando così spazio ai processi di socializzazione moderni, alle loro mitologie e narrazioni, ai loro attori”. (Jean Burgess – Joshua Green) La produzione di videoclip è migrata sempre più verso l’universo di YouTube che offre opportunità maggiori rispetto alla “vecchia tv”. Il primo a cogliere quest’occasione è stato Bob Dylan che nel 2013 ha pubblicato il video di “Like a Rolling Stone” (http://video.bobdylan.com/desktop.html), un video interattivo che permette di fare zapping tra 16 canali televisivi in cui i personaggi seguono con le labbra il testo della canzone. Il primo in Italia a realizzare un videoclip interattivo è stato Jovanotti il 1° aprile 2015 con “Gli immortali” (https://www.youtube.com/watch?v=vncDo3CfuKc), è realizzato a 360°, e con Google Chrome è possibile navigare all’interno di esso ruotando la telecamera. Siamo di fronte ad una nuova svolta epocale come quella degli anni ’80 con il passaggio dalla radio alla tv (in ambito musicale) e, parafrasando la canzone dei Buggles citata sopra, il leitmotiv di questi anni potrebbe essere “Internet killed the video star”.

LUCA MORRONE

Fonti: – http://it.wikipedia.org/wiki/MTVhttp://video.bobdylan.com/desktop.htmlhttps://www.youtube.com/watch?v=vncDo3CfuKc – Jean Burgess, Joshua Green (2009), Youtube, GECA. – Immagine realizzata da Alessandro Fiore

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