CiRo, GENnArì, e gli altri

di Carmine Urciuoli

CiRo, nome d’eco greca che alcune mamme fanno ancora risuonare nel silenzio dei vicoli del capoluogo partenopeo per richiamare i loro scugnizzi, è anche l’acronimo di City Roaming, progetto sperimentale finanziato con il Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013 della UE e realizzato da “Napoli Città Intelligente” e Miur che a maggio 2015 chiude con grande successo la sperimentazione. Con CiRo è possibile girovagare,- in inglese “roaming” -, per un paio di ore con un auto o un van elettrico. Per gli automobilisti, (ancora e si spera) tutti nati nello scorso millennio ed abituati a rombi, pistoni, ed inebrianti blunt di anidride carbonica e particolati, salire su questi veicoli ecologici, silenziosi, stabili ed altamente tecnologici, ha lo stesso effetto che sui primi autisti sortì il macinino della Ford, l’utilitaria per le masse che fino ad allora, e da alcuni millenni, erano abituate al cavallo. A futura memoria etnografica ho lasciato una traccia del mio giro con CiRo (e Fabrizio).

CiRo fa parte delle idee sorte attorno a Napoli Smart City, l’associazione del Comune di Napoli per la promozione di nuove modalità urbane (i progetti sono sulla pagina Facebook ) e per le quali Smart significa città in cui “gli spostamenti sono agevoli”, in cui “lo sviluppo è sostenibile”, che “presta attenzione alla propria immagine turistica”, in cui c’è “un ambiente creativo”, che “promuove l’innovazione”, e che ha “una visione strategica del proprio futuro”. Tra i progetti, oltre a Bike Sharing di cui già abbbiamo parlato su ComunicHub (link articolo), progetti come Aquasystem per il monitoraggio qualiquantitativo delle risorse idriche, significativo in una città baluardo della battaglia per l’acqua come bene comune, e OR.C.HE.S.T.R.A., acronimo che sta per “ORganization of Cultural HEritage and Smart Tourism and Real-time Accessibility”. OR.C.HE.S.T.R.A. è stato ideato con l’obiettivo di “sviluppare, per i turisti e i residenti, un insieme di soluzioni tecnologiche orientate alla valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, del centro storico di Napoli in ottica smart e integrata con gli obiettivi di sostenibilità e eco compatibilità”. Come fare tutto ciò? Con GENnArì per esempio. Una “Guida Elettronica di Napoli Antica”, le cui iniziali compongono il nome del patrono della città e non sarà forse un caso, visto che aiuta a non farsi il sangue amaro, quando si ha poco tempo e si vorrebbe vedere più monumenti e siti possibile. La App organizza un percorso pedonale turistico personalizzato nel centro storico di Napoli consentendo di sfruttare al meglio il tempo a disposizione. La app utilizza un algoritmo di Intelligenza Artificiale estremamente innovativo che riesce ad elaboorare il migliore tour in massimo 20 secondi su smartphone o tablet, e con le utility “Intorno a me” e “Wikitude” permette di trarre il massimo dal tour. Per incrementare la proiezione esponenziale della città e delle sue bellezze nel web, OR.C.HE.S.T.R.A. promuove eventi come “Invasioni Digitali”. L’ultima invasione ha richiamato blogger, instagramer, appassionati di fotografia, di social media, curiosi e cittadini che avevano voglia di avvicinarsi alle meraviglie culturali della città patrimonio mondiale UNESCO che con smartphone, foto e video-camere hanno documentato tutti i momenti dell’evento, inondando i social networks di dati hashtaggati #invasionidigitali e #smartnapoli.

Carmine Urciuoli

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