Chirurgia e tattoo: distanti anni luce o un’unica cosa?

di Lucia Esposito.

Il corpo è ciò che ci costituisce, è il nostro involucro che ci contiene in uno spazio determinato. È limitato e al tempo stesso illimitato, la nostra mente, ad esempio, non ha limiti, come anche il nostro comportamento e le nostre capacità. Il corpo costituito da organi, muscoli, tendini, ghiandole, ecc. è un’ intelligenza connettiva su piccola scala, potenziata dalle tecnologie, un insieme di singole parti che unite creano qualcosa di diverso e più grande.

Eppure non ci basta più, oggi più abbiamo e più desideriamo avere e allora anche il corpo che ci rappresenta diventa obsoleto e ricorriamo alle più svariate tecniche di modifica per cambiarlo. Un po’ perché ci vengono inculcati degli ideali di bellezza che sentiamo il bisogno di raggiungere e un po’ per allontanarsi dalla massa: il corpo viene utilizzato per esprimere se stessi, diventa un foglio bianco sul quale scrivere la propria storia. Come osserva Turner «La mia identità si basa soprattutto sul fatto che io possiedo un corpo determinato che è esclusivamente mio»[1]. Infondo tra chirurgia e tattoo non vi è tanta differenza se ci riflettiamo bene.

Chirurgia e Tattoo

La chirurgia è una pratica che nasce per fini medici e diventa con gli anni un concetto prevalentemente estetico; il numero di operazioni di chirurgia estetica è notevolmente aumentato rispetto agli scorsi anni, un tempo le operazioni estetiche rappresentavano un privilegio di pochi, oggi anche nelle famiglie di operai vengono sostenute tali spese. Che cosa ha determinato questa moda e perché è cosi importante per noi apparire? Naturalmente non siamo tutti uguali, e anche se la maggioranza è condizionata dagli ideali di bellezza con cui veniamo bombardati quotidianamente, c’è sempre una minoranza che rema contro corrente e cerca di apparire contro ogni convenzione.

È il caso dei tattoo. Il comportamento è uguale e contrario, si resta ancorati al desiderio di apparire e di osare modificando il proprio corpo. Fino a qualche secolo fa il tatuaggio era un tratto distintivo dei detenuti, dei marinai e delle prostitute. Mentre, più indietro nel tempo, era parte di un rito collettivo e assumeva significati diversi a seconda della cultura di appartenenza: poteva, ad esempio, rappresentare un talismano contro gli spiriti maligni o  testimoniare l’appartenenza ad un gruppo tribale.

Chirurgia e TattooChirurgia e Tattoo

Oggi il tattoo è prevalentemente una moda e allora ci chiediamo nuovamente, ma che cosa ha determinato questa moda? Per quale ragione dovremmo sentire il bisogno di modificare il nostro corpo con interventi chirurgici e segni permanenti?

Tu cosa ne pensi?

[1] Turner B, (1992), Regulatingbodies. Essays inmedicalsociology, London, Routledge.

 

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