L’evoluzione della tecnologia: il cambiamento della radio, da Marconi al DAB

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Servizio di Mario Migliaccio

Napoli – E’ probabilmente lo strumento che più lascia spazio all’immaginazione. Solo l’idea di poter ascoltare parole, senza vedere chi sta parlando, fa scaturire nell’ascoltatore un senso di curiosità e mistero. Sono passati più di 100 anni eppure, la radio, lanciata dal suo ideatore Guglielmo Marconi il 2 giugno del 1986, da strumento di pochi diventa strumento di massa. Viene così utilizzata in tutti i campi, da quelli bellici a quelli musicali e d’informazione. Il 1976 è un anno di svolta per la radio. Se fino ad allora il monopolio era nelle mani di mamma Rai, da quel momento in poi cominciano a nascere, in Italia, le prime radio private. Dunque si assiste alla nascita di un tipo di informazione/intrattenimento più libero. Inizialmente la fruizione di questo strumento di comunicazione avveniva, in gran parte, nel contesto familiare, in spazi comuni o punti di ritrovo. Con il passare degli anni e l’aumento delle vendite nel settore automobilistico, la percentuale di ascolti in FM cala nel contesto familiare (dove viene preferita la televisione) ed aumenta per chi, invece, è sempre in giro. La radio diventa così una sorta di “compagna di viaggio”. Se fino a quel momento, però, la trasmissione del segnale radio avveniva solo in forma analogica, con il nuovo millennio aumentano le modalità di diffusione: dal 2000 si afferma la tecnologia DAB (Digital Audio Broadcasting) che consente al segnale di viaggiare in digitale. A rivoluzionare il panorama d’ascolto, grazie a questa nuova tecnologia, sono le “Web Radio”. Il primo software capace di consentire quest’operazione è stato Real Audio, realizzato nel 1995. Unico problema di questa nuova tecnologia è la mobilità, visto che, se non si è connessi ad un PC, non è possibile fruire del servizio. Da pochi anni a questa parte il DAB è arrivato anche in alcune automobili, così da trasmettere una forte speranza relativa al futuro delle web radio. Ovviamente è una tecnologia tutta da sperimentare ma, se riuscisse davvero a diffondersi in tutti i mezzi di trasporto (dove attualmente si registra l’80% degli ascolti radiofonici), allora darebbe possibilità di emergere a tutte le web radio. I costi di una radio in FM stanno diventando davvero proibitivi e la crisi ha già portato alla chiusura di diverse emittenti radiofoniche analogiche. La radio del futuro è finalmente arrivata, infatti, tante aziende radiofoniche hanno già aperto dei canali in streaming così da poter ascoltare anche online. Dunque, questa nuova tecnologia, in parte, sta mettendo già in difficoltà la vecchia tradizione. E’ solo questione di tempo affinchè il Dab possa dar vita ad un nuovo panorama comunicativo in un mondo sempre più tecnologico.

 

 

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