Apprendere giocando, ma con quali strumenti?

“Con il mutare dei media digitali e del nostro rapporto con la tecnologia, le vecchie distinzioni fra l’apprendimento e il gioco, i computer ed i giocattoli, il consumo e la produzione, stanno cambiando. Oggi vi sono nuovi modi di progettare i giocattoli in grado di supportare lo sviluppo del linguaggio infantile (…)”.  [Ananny, 2001]

Apprendere giocando?

Oggi si può, oggi la rete si plasma come una modalità di apprendimento didattico a misura di bambino. Certo è che quando si parla di uso della rete nel caso dei bambini, bisogna  includere i rischi e le paure che questo ne comporta per i genitori, soprattutto il loro guardar con diffidenza il mondo online; le paure dei genitori sono correlate alla cultura di riferimento, cioè al fatto che i messaggi trasmessi dai nuovi media possano influenzare i comportamenti dei bambini trasmettendo loro una visione della realtà che è solo virtuale, talvolta andando contro i valori etici e morali trasmessi dalla scuola e dalla famiglia.

Nell’immaginario comune della scuola l’insegnante comunica un messaggio ai suoi allievi per poi verificare cosa essi abbiano appreso, quindi l’attività didattica è vista come una ripetizione in sequenza di momenti che servono a comunicare degli oggetti di apprendimento e altri momenti destinati alla verifica di ciò che si è appreso. Con l’introduzione dell’e-learning e con le nuove frontiere tecnologiche, tutto ciò subisce una repentino cambiamento, a questo rapido sviluppo tecnologico incominciano a abituarsi anche i governi europei, primo fra tutti la Finlandia, dove il sistema scolastico introdurrà già a partire dal prossimo anno una novità nel campo dell’apprendimento, infatti, imparare a scrivere a mano non sarà più materia di studio principale e obbligatorio nelle scuole elementari, questa diverrà una materia supplementare, parzialmente sostituita dalla “scrittura liquida”, ossia la scrittura attraverso tastiere di computer e  touch screen.

Con quali strumenti i bambini si approcciano alla tecnologia?

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 Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’esplosione di applicazioni rivolte ai bambini in età prescolare. Lo sviluppo tecnologico va di pari passo con le esigenze dei ‘nativi digitali’, infatti tante sono le innovazioni fatte negli anni che toccano più da vicino il mondo del gioco e del bambino; la rivoluzione digitale ha favorito l’entrata in commercio di tablet e smartphone capaci di rispondere alle aspettative e alla voglia di avvicinarsi in modo facile e rapido alla tecnologia da parte dei più piccoli.

La curiosità diventa fame, usando una metafora, si potrebbe sostenere che i bambini diventano pian piano dei veri e propri divoratori di tecnologia.

Ciao ciao peluche! Benvenuta tecnologia! Benvenuti smartphone e tablet!

Oggi basta avere uno smartphone ed è tutto lì, tutto in un’applicazione (sia essa didattica o meno). Tanti genitori per tener occupati i figli li lasciano giocare con gli smartphone, al supermercato, alle poste, forse non ci facciamo nemmeno più caso, ormai lo percepiamo come un fenomeno normale. Su questa linea, un sondaggio fatto dal settimanale americano “Time”, ad aprile 2015, dimostra come il 36% dei bambini al di sotto di un anno abbia già avuto a che fare con uno smartphone.

Immagine1Una nuova dimensione del gioco e dell’apprendimento è permessa, ad esempio, da Paquito Mix un “phablet” (avente le caratteristiche di un tablet e le potenzialità i uno smartphone 3G) che permette ai più piccoli di giocare, leggere e navigare in internet senza rischi, ciò perché attraverso il sistema di parental-control, i genitori possono impostare tre livelli di sicurezza a seconda dell’età del bambino. Un vero e proprio strumento per avvicinarsi al mondo ‘dei grandi’ in maniera ludica e creativa.

In che misura, questo boom tecnologico influirà sui processi di sviluppo cognitivo dei bambini, e   quanto inciderà sul processo di socializzazione primaria negli anni a venire?

Antonio Lupo

 

Fonti:
Ananny M. (2001), Telling Tales: Supporting written literacy with computational toys, Unpublished Master Thesis, The MIT Media Laboratory, Cambridge, MA.

Orazi, R. (2004). Il contributo delle nuove tecnologie nella didattica: e-learning. Morlacchi Editore.

A. Tarquini. “Finlandia: imparare a scrivere a mano non sarà più obbligatorio”. Repubblica/esteri [Italia]. 13/01/2015. http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/13/news/finlandia_-104871272/

http://time.com/3834978/babies-use-devices/?xid=newsletter-brief

http://www.wired.it/mobile/smartphone/2014/11/06/paquito-mix-il-primo-phablet-per-bambini/

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