La pornografia nell’era del Web 3.0

di Rocco Mazza.

Motore e spinta tenace dell’evoluzione dei media, l’immagine pornografica accompagna e caratterizza lo sviluppo dei linguaggi della comunicazione. Attraverso di essa si possono comprendere i processi caratterizzanti la trasformazione dai media statici e verticali a quelli interattivi e orizzontali, dove l’uomo che “fa da sé” regna sovrano. Oggi assistiamo ad uno degli incontri più significativi di questa avvincente storia, Web 3.0 e porno. Cosa cambia? Come si caratterizza la pornografia nell’era del web semantico? Come si caratterizzano i contenuti prodotti e consumati? Quale relazione si instaura tra linguaggio e struttura? Il porno è “intelligente”?

Il primo passo è stato la nascita del sito porno. Una forma ancora piuttosto statica di comunicazione in cui le grandi imprese pornografiche mettono in vendita la loro fantasmagorica produzione nel mondo degli internauti. Viene messo a loro disposizione quel materiale che prima dovevano acquistare nascondendosi in speciali reparti vietati ai minori.

Solo successivamente l’accessibilità a nuove e più potenti apparecchiature hardware a costi ridotti e un nuovo modo di pensare il fruitore da vita ad una vera rivoluzione nel modo della creazione e diffusione di contenuti culturali.

«Il fenomeno del Realcore inizia a manifestarsi nella metà degli anni ’90 ed è favorito dall’introduzione sul mercato e poi dalla rapida diffusione, di apparecchi fotografici e poi videocamere digitali». (Marco Menicocci)

Il Web 2.0 permette a tutti gli utenti di realizzare contenuti homemade, di essere loro stessi i produttori di ciò che hanno consumato. Il prodotto pornografico si caratterizza subito in questo senso , rivoluzionando la sua intera filiera di produzione. Il fruitore non è più pensato in ottica di passivo spettatore ma è coinvolto all’interno della realizzazione del contenuto mediale. A tal proposito Menicocci ci parla del fenomeno Realcore: «Con l’espressione Realcore viene definito un nuovo fenomeno mediatico di enormi proporzioni: la produzione e diffusione in rete di materiale pornografico casalingo, realizzato in privato da singoli con apparecchiature digitali».

Questo determina la pubblicazione di una grande quantità di materiale che viene organizzato e indicizzato. Nascono portali che mettono a disposizione motori di ricerca per contenuti pornografici. Non solo, la possibilità di creare un proprio profilo all’interno di questi nuovi spazi attira sempre più utenti e fruitori, ma anche creatori di contenuti. Qui la volontà pornografica dell’apparire pone le basi per la costruzione di enormi basi di dati, la componente erotica dell’intelligenza connettiva.

L’evoluzione qui è evidente, l’immagine pornografica si trasforma in dato e convertito in informazione. Gli strumenti di indicizzazione permettono di classificare e indagare i gusti dei consumatori. I fruitori vengono analizzati in base a quelle informazioni condivise con la rete che ora si organizza secondo i gusti sessuali di chi la frequenta. PornHub, uno dei portali più famosi al mondo in materia di pornografia, pubblica periodicamente statistiche e analisi sui gusti di chi frequenta il sito.

«Pornhub Insights is research and analysis directly from the Pornhub team. We’ve compiled data from billions of hits, all to explore the intricacies of online porn viewership. Pornhub.com is the world’s biggest porn site. Follow Insights for stats, events, and Pornhub related announcements» (vd. Pornhub Insights).

Il testo citato è la descrizione del blog gestito da PornHub, ci si possono trovare analisi di milioni di “data” che descrivono i comportamenti di chi frequenta il portale. Nel Web 3.0 anche il corpo pornografico si carica di significato attraverso il nostro contribuito alla costruzione della mente che memorizza e conserva ciò che di noi stessi offriamo alla rete.

Anche la pornografia quindi si è indicizzata. Esistono database che contengono non solo le nostre esperienze mentali, ma anche quelle genitali. Presi dall’erotico desiderio di apparire abbiamo condiviso una parte di noi stessi che mai prima si era mostrata. Credendo di poter essere dimenticati abbiamo offerto dati oramai trasformati in informazione.

In conclusione, ragionare sulla produzione pornografica aiuta a comprendere meccanismi alla base di questa nuova intelligenza connettiva che a quanto pare conosce fin troppo di noi. Cosa ci ha spinto a ciò? Desiderio di apparire o semplice innocenza culturale? Riusciremo mai a gestire una tecnologia capace di interfacciarsi in tal modo con la nostra psiche? Riusciremo a tenere a freno la nostra libido?

Letture:

Pagine Wikipedia “Web 3.0” e “Web semantico

Menicocci, Marco (2008), Sesso, Esibizionismo e Internet. La “Rivoluzione” Digitale del Realcore (Link

Sergio Messina, Realcore the digital porno revolution (Link)

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