Selfie: la condivisione compulsiva dell’Io

Di Ciro Formicola.

E’ stata la parola protagonista del 2013, nello stesso anno addirittura è stata inserita nell’ Oxford English Dictionary. Più che una moda passeggera, il fenomeno del selfie è diventato parte integrante della nostra cultura, di un nuovo modo di esprimere noi stessi in un epoca in cui si è alla continua ricerca di feedback e approvazione da parte degli altri utenti della Rete.
Il selfie infatti, vede la sua ragion d’essere proprio attraverso il suo uso prettamente social, tecnicamente il selfie non nasce di certo nel 2013 (il mio primo cellulare con la fotocamera frontale mi è stato regalato ai miei 18 anni e da allora di anni ne son passati ben 10), anzi, a dirla tutta Il primo selfie della storia risale al 1839 ad opera di Robert Cornelius, americano, considerato il pioniere della fotografica internazionale, ma solo col l’avvento dei social network è diventato quel fenomeno di costume che ha in certo senso cambiato il nostro modo di comunicare.

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Condivisione compulsiva dell’Io

Per quanto semplici e spontanei possano sembrare i nostri scatti, difficilmente si sceglie la prima foto fatta. Si è alla costante ricerca della posa, dell’espressione e dell’inquadratura migliore. Lo step immediatamente successivo è quello dell’aggiunta di filtri ed effetti grafici di ogni sorta. E solo alla fine, spesso dopo diversi minuti dal suo scatto, la foto migliore viene condivisa. Il selfie si configura così come una vera e propria attività di impression management, con l’obiettivo di costruire in modo preciso una percezione di sé che sia il più possibile corrispondente al nostro desiderio di identità condivisa. Vogliamo piacere, è semplice. Vogliamo comunicare, manifestarci, esprimerci, essere apprezzati. Diventa una sorta di “lavoro”, e cioè: commercio di sè stessi. Piazzarsi prepotentemente dentro un mercato. Così le nostre comunicazioni, manifestazioni, espressioni – il nostro esserci – assume sempre più grandiosamente i toni e le movenze del marketing.
In tutta questa celebrazione però sembra esserci una forte contraddizione di fondo, viviamo in una società che premia l’uniformità e che tende a isolare il diverso. L’idea del selfie quindi diventa una sorta di rivendicazione della differenza, è un modo per dire “io sono così e il resto non mi interessa”, la cosa curiosa però è che tutti i selfie tendono ad assomigliarsi, smorfiette, linguacce, sopracciglie aggrottate, uso spasmodico di filtri, insomma, questa voglia di differenziazione diventa per certi aspetti un omologazione.

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Selfiecity: lo studio della pratica dei selfie
Selfiecity è lo studio della pratica dei selfie così come viene praticata in cinque città prese come riferimento (Bangkok, Berlino, Mosca, New York, San Paolo), attraverso una analisi massiccia di dati (120.000 immagini – 20/30k per ogni città, prese da Instagram raccolte e selezionate attraverso Amazon Mechanical Turk) al cui dataset è stati applicato un software per il riconoscimento del volto (occhi, bocca, punto di vista e così via) pari a 640 foto per ogni singola città.
Interessante notare come da questi dati si evincano specifici pattern culturali nell’utilizzo della pratica del selfie, soprattutto legati al genere.
Si nota infatti una prevalenza delle donne nell’uso dei selfie la cui l’età media si colloca fra i 20-23 anni, in più, le donne tendono ad essere più sorridenti rispetto agli uomini oltre a scattare selfie con pose molto meno tradizionali, ovvero con una maggiore angolazione. Questo progetto risulta essere molto interessante soprattutto grazie alla grande quantità di informazioni empiriche che da’ sull’uso sociale del selfie.
Moda passeggera? Fenomeno di costume che finirà irrimediabilmente col subire una battuta d’arresto? O semplicemente siamo di fronte all’inizio di un qualcosa di ancora non ben definito destinato a trasformarsi e a trasformarci ulteriormente? Ai posteri l’ardua sentenza.

FONTI:
http://www.wired.it/play/cultura/2014/11/20/se-selfie-diventa-racconto/
http://www.tecnoetica.it/2014/02/24/selfiecity-data-visualization-sociologia-per-studiare-selfie/
http://articoli.softonic.it/selfie-amore-per-autoscatti

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