Emergenza social media - Mancini

Comunicare le emergenze attraverso i social media, quanto è efficace

di Claudia Mancini

Con l’avvento dei Social Media, il mondo della comunicazione ha subito numerosi cambiamenti, a partire dal modo in cui gli utenti si presentano gestendo la loro rete sociale e la loro identità. La comunicazione web è diventata il nuovo mercato all’interno del quale si avverte sempre più la necessità di dialogare o meglio di conversare. A cambiare è l’interazione, la conversazione e con essa anche il tipo di informazione che viene scambiata. In questo nuovo scenario, quindi, i social sono lo strumento principale di condivisione, di informazione in tempo reale e soprattutto di comunicazione, una comunicazione che necessita tempestività e immediatezza.

Soprattutto per questi due importanti aspetti, i social vengono utilizzati sempre più nelle comunicazioni di emergenza. Proprio a tal riguardo la domanda che sorge spontanea è: quanto è importante l’utilizzo dei social network di fronte alle emergenze?

Oggigiorno la frequenza di eventi catastrofici a livello mondiale aumenta sempre più e proprio ciò ha portato a riconsiderare la comunicazione in situazioni emergenziali cercando di renderla sempre più efficace e funzionale. Per essere efficace, però, deve concretizzarsi su tre aspetti fondamentali quali:

velocità: rapidità di trasmissione e fruizione del messaggio;

attendibilità: fiducia verso la comunicazione e il materiale comunicato;

multimedialità: uso del maggior numero di media per veicolare la comunicazione dei messaggi.

I media tradizionali trattano eventi catastrofici con una copertura totale dei fatti, con reportage, inchieste, testimonianze, video, programmi televisivi, ecc. Ma contemporaneamente, bisogna sottolineare, come spiegato sopra, che sono diventati di uso comune i nuovi media, e soprattutto i social networks, diventando non solo una ricca fonte di informazione ma la principale via di comunicazione tra le persone coinvolte. I social, che sempre più spesso vengono utilizzati nella comunicazione di emergenza,  in casi come alluvioni, terremoti, ed eventi con particolari situazioni di disagio, vengono usati  per segnalare situazioni critiche, per aggiornare situazioni anch’esse critiche, condividere emozioni, cercare supporto e offrire il proprio aiuto alle popolazioni colpite. Proprio questi ultimi hanno creato al loro interno strumenti per le emergenze: Facebook ad esempio ha creato Safety Check per far sapere ad amici e parenti se stiamo bene, Twitter ha lanciato Twitter Alerts, servizio attraverso il quale  gli utenti possono essere aggiornati con messaggi da organizzazioni autorevoli (al momento le informazioni riguardano soprattutto Usa e Giappone) e ancora Person Finder di Google che aiuta le persone a riconnettersi con amici e persone care a seguito di catastrofi naturali e umanitarie.

Potremmo dire che si è andata creando sempre più una sorta di preferenza per le comunicazioni di emergenza attraverso i social media. E, in merito a ciò, ci sono numerosissimi esempi. Uno dei primissimi casi è stato il terremoto del Giappone del 1995, durante il quale i mezzi di comunicazione perché sovraccarichi, persero la loro efficienza, e a questi vennero in supporto due reti informatiche creando bacheche online completamente gratuite e sulle quali gli utenti potevano postare e ottenere informazioni. Altro esempio, è  il caso italiano del terremoto de L’Aquila del 6 aprile del 2009. Evento in cui il famoso “popolo delle carriole” si mobilitò su Facebook  per rimuovere le macerie dal centro storico della città. O ancora, l’alluvione di Genova del 2011 in cui tutti i telegiornali trasmisero i video caricati su YouReporter.it come unica testimonianza dell’alluvione. Questo ci fa capire non solo come i social media si sono rivelati utili ai fini della comunicazione di emergenza, ma anche come i media tradizionali si stanno adattando ai nuovi mezzi di comunicazione ad esempio aprendo redazioni online e siti web, creando account Twitter,  Facebook e Youtube.

In ogni caso, per non cadere in incomprensioni è necessario sempre pianificare strategie di comunicazione sui social media. Un’ iniziativa molto importante è stata quella del Festival del Volontariato. Iniziativa realizzata dal Centro Nazionale per il Volontariato in collaborazione con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. L’obiettivo è stato quello di raccogliere informazioni che permettono di proseguire nel percorso di confronto sull’utilizzo dei social come strumento di rapporto diretto con i cittadini e sul loro impatto nelle dinamiche di comunicazione nell’ambito di una possibile gestione delle emergenze.

Come ha chiarito Titti Postiglione, Direttore dell’Ufficio Volontariato, Formazione e Comunicazione del Dipartimento di Protezione Civile: “Protezione Civile e Social Media sono due realtà destinate necessariamente, e sempre più, a incontrarsi”.

Ma cosa fanno davvero i cittadini sui social media durante le emergenze?

 

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[1] http://www.academia.edu

[2] http://www.protezionecivile.gov.it

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