Descrivere una giornata

Al giorno d’oggi non passa un momento in cui non descriviamo/mostriamo/con-dividiamo quanto vediamo, quanto viviamo. In un momento così fiorente ci troviamo a vivere delle piccole incongruenze. Prendiamo in esempio un caso palese come quello della fotografia. Questa inizialmente serviva a fermare il tempo, ad immortalare un attimo che, artisti o attenti documentaristi, non avrebbero voluto far passare mai.
La foto per i più invece era di uso e fruizione personale. Al giorno d’oggi, invece, con la tecnologia Android che ci permette di essere sempre connessi ci troviamo ad osservare e ad essere parte stessa di un cambiamento. Infatti anche l’uso e il significato che si da alla foto è completamente diverso. Ma procediamo con ordine: infatti per prima cosa la tecnologia Android ha garantito a chiunque di avere una fotocamera in tasca e a chiunque di avere un particolare tipo di fotocamera con tanto di effetti (che vanno dai più professionali ai più amatoriali) , questo grazie alle applicazioni; secondo aspetto la presenza di applicazioni capaci di immettersi in un attimo su social (come Facebook o Instagram) ha fatto il uso lavoro.
Grazie a queste due contingenze tutti ci siamo diventati un po’artisti, tutti siamo diventati degli Ernesto De Martino in auge, pronti a descrivere ( anche se molto spesso in maniera inconsapevole) la più bella particolarità folkloristica che ci troviamo ad affrontare. Inoltre non è da sottovalutare l’importanza di questa anche perché è grazie anche ad Instagram e a queste tecnologie che si è potuti osservare e vivere un evento importante come le primavere arabe. Certo questa ci mette di fronte ad alcuni aspetti del tutto nuovi ed inaspettati. Infatti non è raro osservare un eccessivo utilizzo di questi per descrivere anche la più impercettibile sfaccettatura che caratterizza la nostra giornata.
Così si è passati ad una overdose di fotografie che descrivono o dovrebbero rappresentare ogni piccola parte della nostra giornata. In conclusione, possiamo dire che la nostra vita è immancabilmente segnata da queste e parafrasando una canzone di Giorgio Gaber “per fortuna o purtroppo” ci sono.

Di Andrea Famiglietti

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