I MOOC: l’identikit del consumatore tipo

Tra gli ultimi arrivati degli acronimi anglofoni in Italia c’è la parola MOOC “Massive Open Online Courses”,ovvero, Corsi Massivi Aperti a Tutti; si tratta di corsi a livello universitario gratuiti e che servono per una formazione a distanza.

Ma per indagare meglio questo settore scopriamo qual é l’identikit del consumatore tipo.

Secondo Coursera il 75% delle persone che seguono i corsi online sono già in possesso di una laurea, l’età media va tra i 25 e i 35 anni e il 73% ha già un lavoro full- time.

Da questi dati si desume che chi sceglie di seguire un MOOC lo fa perché, – nonostante abbia raggiunto un certo livello di istruzione – continua a studiare, magari, anche solo per migliorare la propria posizione professionale o semplicemente per aggiornarsi sulle nuove tecnologie.

In questo senso i MOOC sono di grande aiuto perché con la flessibilità lavorativa dei giorni nostri permettono alle persone di poter continuamente imparare e migliorare le loro conoscenze e quindi raggiungere un livello occupazionale sempre più alto.

Dai risultati dell’istituto di ricerca Future Workplace, i MOOC sono stati inclusi nei reparti di apprendimento societari e aziendali”, favorendo:

  • contenuti ad hoc e meno accademici;
  • corsi più brevi;
  • contenuti più vicini ai temi che riguardano lo sviluppo della leadership;
  • elementi di gamification.

Poter garantire queste caratteristiche è dato anche dalla versatilità con cui è possibile seguirei corsi, anche se, per studiare con questi strumenti, è consigliabile conoscere diverse lingue o per lo meno l’inglese. Nonostante ci siano oggi diversi aggregatori che propongono un offerta formativa multilingua come ad esempio EMMA (European Multiple MoocAggregator), la maggioranza delle piattaforme è in inglese e questo, ad esempio per gli italiani, rappresenta un gap linguistico come dimostra anche l’ultima ricerca dell’EF Epi (English proficiencyindex )

In quest’ambito in Italia qualcosa si muove già da qualche anno anche se non in ambito aziendale. Infatti, alcune tra le più grandi università italiane, all’interno della propria offerta formativa, hanno inserito piattaforme che forniscono MOOC dei corsi curricolari che permettono allo studente di essere al passo con le lezioni.

Queste caratteristiche fanno dei MOOC  strumenti attraverso i quali è possibile studiare e migliorarsi a costo zero. Ma si potrebbe fare qualcosa di più?

Forse la risposta a questa domanda è si.

In quasi tutte le case dei cittadini italiani vi è un computer con accesso a internet, quindi, partendo da questi spunti, si potrebbe creare anche un nuovo identikit, fornendo dei corsi online per coloro che non parlano altre lingue oltre l’Italiano, che non posseggono una laurea, ma che sono alla ricerca di un lavoro o semplicemente cercano di migliorare e innovare il proprio lavoro da operaio o artigiano.

I MOOC, da soli, non bastano a risolvere il problema della disoccupazione ma potrebbero dare spazio alla creatività e alla conoscenza.

Antonia Murolo

Fonti:

Laura Tucker,   7 reason to take a MOOC     , 29 Agosto 2014

Future workplace

Adriano Solidoro, Nel 2015 sarà MOOC-mania nelle aziende, 13 Ottobre 2014

  EMMA  

Elisa Giannetto, Italiani infondo alla classifica europea sulla conoscenza dell’inglese, 23 Dicembre 2014

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