Oltre l’immaginazione. L’esempio di Black Mirror

Il mondo evolve incessantemente. Nuove tecnologie si impongono nella vita reale modificando il modo di affrontare il lavoro, le necessità quotidiane e la nostra stessa esistenza. La Digital Tranformation è un viaggio verso il futuro, un viaggio senza ritorno, la più grande rivoluzione che il genere umano abbia mai sperimentato.
Non si tratta solo di una questione tecnologica, ma di qualcosa di molto più radicale che avvicinerà sempre più il genere umano a una sorta di ibridazione con le macchine, con l’intelligenza artificiale e con la rete.
Colossi come CISCO parlano già di un “Internet of everything”, ossia di un mondo iperconnesso in cui nulla e nessuno potrà sfuggire alla rete.
Dunque, cosa aspettarci per il futuro? Diventeremo davvero gli abitanti delle Smart Cities di cui si favoleggia da anni?
A quanto pare, si!
Ciò che fino a qualche tempo fa era definito solo come pura fantascienza, oggi sembra avvicinarsi sempre più alla realtà. La tecnologia amplierà le nostre facoltà, diventeremo come gli inglesi di Black Mirror, dei replicanti allo sbaraglio.
Questa tv series inglese, ideata e prodotta da Charlie Brooker per Endemol, è un mix di fantascienza, satira e drammaticità.
La serie ha un cast e una trama diversa per ogni episodio, pur mantenendo un tema comune: l’incedere e il progredire della tecnologia, l’assuefazione da essa causata ed i suoi effetti.
Brooker analizza semplici comportamenti ed azioni quotidiane, li estremizza e li porta nel futuro attraverso l’enfasi posta sulle ICT e sul post-modernismo.
Due, a mio avviso, gli episodi maggiormente significativi. L’ultimo della prima stagione dal titolo “The Entire History Of You”, è ambientato in una realtà alternativa, dove la maggior parte delle persone ha un “grain” impiantato dietro l’orecchio, che registra tutto ciò che si fa, si vede o si sente. Ciò permette ai ricordi di essere riprodotti davanti agli occhi di una persona o su di uno schermo attraverso un processo conosciuto come “re-do”. Ed ecco che la memoria diventa audiovisiva e i ricordi riproponibili in ogni momento, a portata di click.
Ogni momento vissuto diventa indelebile e pervasivo, anche quello più insopportabile, quello più doloroso.
Espiantare il grain è l’unico modo per scappare via da questa realtà tormentosa.
Il secondo episodio invece, dal titolo “ Be Right Back” , racconta di Martha ed Ash , una giovane coppia che decide di andare a convivere. Ash, un drogato dei social media, muore in un incidente stradale poco dopo. Al funerale, Sarah, un’amica di Martha, le racconta di un servizio on-line che permette alle persone di rimanere in contatto con i defunti.
Usando tutti i profili dei social media e tutti i messaggi lasciati on line da Ash, si può creare virtualmente un nuovo “Ash” con cui interagire. Ed ecco che tra i due inizia prima una messaggistica istantanea, successivamente, grazie a video e foto di Ash pubblicate nel database del servizio, un’interazione vocale che permette a Martha di credere di parlare al telefono con il proprio defunto partner.
Più tardi, l’Ash artificiale le parlerà di un livello ulteriore del servizio: un corpo fatto di carne sintetica nel quale si può caricare il programma. Martha comprerà il corpo, che presenterà tutte le caratteristiche fisiche di Ash. Un perfetto clone ubbidiente ed affabile, che senza fare domande, non manifesta emozioni.
Tutto questo avrà non poche conseguenze sulla sua esistenza e porterà Martha a pentirsi delle sue azioni.
Si tratta di episodi che hanno dell’inverosimile ma che ci dimostrano quanto la tecnologia potrebbe irrompere così pervasivamente nella nostra vita, stravolgendola completamente.
Dispositivi sottopelle che organizzano perfettamente i ricordi restituendoli alla memoria nella loro nitidezza, cloni di persone defunte che “risorgono” mantenendo intatta la fisicità.
Mi chiedo: siamo pronti a tutto questo?
Impossibile anche solo immaginare se ciò un giorno si tradurrà in realtà, le ripercussioni che ciascuno di noi avrà nella propria esistenza.
Un mondo di carne e tecnologia, dove l’autenticità dei rapporti e delle relazioni non ha più ragione di esistere.
Raccontare un ricordo per via multimediale e parlare ad un robot, non credo sia il massimo della socialità!
Comunque, comprendere a fondo la portata di una rivoluzione, in qualunque sfera essa occorra, proprio mentre essa è in pieno svolgimento, è impresa ardua se non impossibile. Possiamo solo attendere e sperare in un futuro, che seppur impregnato di tecnologia, più di quanto non lo sia ora, possa preservare quanto di autentico è insito alle relazioni interpersonali.

Giusy Cioffi

Riferimenti:
Lyond, La società dell’informazione, Il Mulino, Bologna, 1991
http://www.seidigitale.com

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