Pinterest.jpg Fabiana Carcatella

Pinterest: tra social e marketing

di  Fabiana Carcatella.

“Alcuni servizi sono finalizzati a raccontare le cose fatte nel passato o che si stanno facendo nel presente. Pinterest, invece, è l’unica piattaforma che si basa sulle cose che vorremmo fare in futuro. È uno strumento per scoprire e pianificare, che riflette i gusti personali di ognuno di noi. Perciò, si tratta meno di essere connessi alle altre persone che conosciamo e più alle community con cui abbiamo un interesse in comune”[1].

 Le parole rilasciate da Matt Crystal, Head  of  International di Pinterest, a Panorama.it sembrano fornire una sintesi perfetta della funzione principale di questo social network. Se Facebook è una vetrina in cui mettere in bella mostra la propria vita e Twitter una sorta di bacheca su cui condividere la propria opinione, Pinterest somiglia tanto ad una lavagna magnetica su cui appuntare la propria lista di desideri. Le prime guardano al presente (o talvolta al passato), l’ultima al futuro.

 Cos’è Pinterest?

Pinterest è un social network fondato nel 2010 da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra, dedicato alla condivisione di fotografie ed immagini. Esso permette agli utenti di creare bacheche per gestire la raccolta di immagini in base a temi predefiniti o da loro generati. Il nome deriva, infatti, dall’unione delle parole inglesi pin (appendere) e interest (interesse).[2]

 Ogni “pin”, cioè ogni contenuto pubblicato su Pinterest, può essere ricondiviso (“re-pin”) e, di conseguenza, aggiunto alle proprie bacheche. L’obiettivo principale è di mettere in contatto le persone attraverso le cose che ritengono interessanti. Mezzo utilizzato, quello più immediato: l’immagine. Lo stesso sito web sotto la dicitura “Che cos’è Pinterest?” afferma che “i pin sono segnalibri visivi per i migliori contenuti che trovi sul web o direttamente in Pinterest. Le bacheche servono a raccogliere i pin per tema o argomento”.

 Ma siamo sicuri che questo sia il fine ultimo?

Probabilmente, se si guarda alle aziende, la risposta è no. Da questo punto di vista Pinterest si trasforma in un canale di marketing e i ‘pin’ in prodotti in esposizione.  Gli utenti possono guardare le foto del prodotto “esposto” da una data azienda, leggerne la descrizione (visualizzare il prezzo, se presente), cliccare sull’immagine per raggiungere il sito del venditore e, eventualmente, completare l’acquisto.

 Anche  le statistiche lo confermano. Uno studio di Shopify ha dimostrato che per gli utenti che provengono da Pinterest c’è il 10% in più di probabilità che completino un acquisto, rispetto a quelli che vengono da altre piattaforme social. I pin con i prezzi, inoltre, ricevono il 36% in più di like rispetto a quelli senza. I dati diffusi da Pinterest, infine, parlano del 93% degli utenti che acquista passando attraverso la piattaforma[3].

 A questo punto la domanda sorge spontanea: stiamo parlando di un social network per la condivisione di immagini o di uno strumento nato per influenzare le nostre decisioni di acquisto?

***

 

 

[1] http://www.panorama.it/mytech/social/pinterest-piace-aziende/

[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Pinterest#cite_note-fox-9

[3] http://news.pmiservizi.it/

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