Dal telefono cellulare agli smartphone: una fruizione deviante

di Mariano Abbate

 

Quando sono nati, i telefoni cellulari erano grandi antiestetici e ingombranti, ma nonostante tutto rappresentavano un passo avanti epocale per la tecnologia e svolgevano, tuttavia, la funzione per la quale erano stati inventati. Con il passare del tempo i telefoni cellulari hanno subito diverse modifiche, sia estetiche che tecnologiche. In un primo momento si è cercato di renderli sempre più confortevoli e tascabili, quindi rimpicciolendoli poi in relazione alle nuove tecnologie e al marketing, sono stati inseriti accorgimenti come giochi, sveglie o calcolatrici. Queste piccole aggiunte apparentemente irrilevanti lasciavano già presagire quali forme e significati avrebbero potuto assumere i telefonini in un futuro prossimo, ovvero quello di oggetto unico atto allo svolgimento di mansioni ben lontane da quelle intrinseche nell’invenzione stessa, ovvero quella della telefonata come superamento delle distanze spazio-temporali. Sono stati poi adattati ai cellulari dispositivi come bluetooth e la possibilità di connettersi alla rete internet.

 

Con le nuove tecnologie si è poi passati agli smartphone, dispositivi all’avanguardia, piccoli computer capaci di assecondare qualsiasi curiosità o comodità richiesta da chi li usa e dotati dei più svariati accorgimenti tecnologici. L’atteggiamento e il rapporto dei fruitori nei confronti dei telefoni cellulari si è modificato con il modificarsi di questi ultimi. Se il cellulare era nato per svolgere la mera funzione di telefonare, come anche il telefono fisso, con la comodità di poterlo fare in qualsiasi luogo, lo smartphone rende questa funzione secondaria.Il fatto di poter utilizzare applicazioni come Facebook o WhatsApp offre la possibilità di nuove forme di contatto e comunicazione più istantanee e facilmente fruibili, che però si differenziano in maniera sostanziale dalla telefonata vera e propria. Ma questo non è l’unico aspetto che determina un passaggio netto di atteggiamento nei confronti dei cellulari da parte degli individui.

 

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La quantità enorme di giochi, le più svariate applicazioni, le stesse forme di comunicazione come WhatsApp o i diversi social capovolgono paradossalmente il significato e il fine dell’invenzione del telefono cellulare. Quest’ultimo infatti è stato creato per accorciare le distanze spazio-temporali, per rendere la comunicazione più facile in posti e in modi in cui prima non era possibile, ma sempre con una certa distanza dal dispositivo che rimaneva agli occhi dell’individuo un “pezzo di plastica”innovativo e utile ma non indispensabile. Lo smartphone cancella tutto questo, diventa un oggetto del quale non si può fare a meno, offre comodità e svago, ma genera anche alienazione e distanza. Porta alcuni individui a distrarsi da se stessi, ad offrire un alternativa allo scoprirsi in momenti dove si è senza fare niente, e ostacola,anche, in maniera subdola la relazione con altre persone in momenti in cui questa sarebbe forzata in mancanza di dispositivi smartphone.

 

Le invenzioni tecnologiche non sono giudicabili in maniera sbagliata o giusta, ma l’uso che se ne fa può diventare fuorviante e cadere nell’ossessivo. In un mondo dove la tecnologia si evolve in maniera esponenzialmente rapida desta curiosità come reagiranno gli atteggiamenti individuali rispetto a tale crescita smisurata.

 

FONTI:

http://www.scienze-naturali.it/ricerca-scienza/dal-telefono-allo-smartphone-levoluzione-passa-agli-occhi

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