The Social Network: quando il cinema ci raccontò Facebook

di Francesca Fichera.

 

Media: raccontano e si raccontano, influenzandosi e contaminandosi a vicenda. Per natura, perché sono luoghi di scambio, ambienti dove una rivoluzione già accaduta riesce ad accadere di nuovo, restando nel tempo.

Ecco perché non sorprende trovare, fra le centinaia di rivoluzioni narrate dal cinema, quella messa in atto (quasi inconsapevolmente) da Mark Zuckerberg, allora giovane studente dell’Università di Harvard, nell’ormai lontano 2004.

Facemash” era il nome, allora, di quello che oggi tutti conosciamo come Facebook: un programma per accostare, paragonare e scegliere i volti delle studentesse più carine. Un’infinita hit parade a immagine e somiglianza di Hot or Not, noto sito di incontri basato esclusivamente sulla condivisione di foto.

E in The Social Network, film biografico diretto da David Fincher a partire dal libro Miliardari per caso di Ben Menzrich, l’embrione del social più popolato del mondo ci viene mostrato come una delle cose più casuali e frequenti che possano capitare a una persona: come il frutto di una delusione d’amore.

Un po’ per gioco e un po’ per ripicca verso la sua ex, Zuckerberg – nel biopic interpretato da Jesse Eisenberg – sviluppa la piattaforma con l’aiuto dei colleghi Chris Hughes, Andrew McCollum, Dustin Moskovitz e Eduardo Saverin, andando incontro a un destino straordinario quanto complesso. Perché il potenziale di Facemash/Facebook è troppo grande per non dare problemi già prima della sua nascita, del suo start ufficiale.

E Fincher, dal canto suo, decide di impostare la narrazione facendola ruotare proprio intorno a quei problemi, essenzialmente di natura legale, e procedendo perciò a illustrare, in maniera intermittente rispetto agli aspetti più romanzeschi della storia, le fasi del processo relativo all’attribuzione della paternità del nuovo social che ha visto Zuckerberg direttamente coinvolto.

The Social Network così focalizza sulla genesi di Facebook e sui processi che ha innescato: com’è nato, cos’ha provocato e fin dove è arrivato un progetto da 212 miliardi di dollari di fatturato e un miliardo e mezzo di utenti connessi (vedi ultimo rapporto di Yahoo Finance). Qualcosa di simile a quanto aveva fatto tanti anni prima il grande Orson Welles nel suo Citizen Kane per raccontare il Quarto Potere dei giornali, un’altra, rivoluzionaria slot machine dell’universo mediatico.

Eppure, il cittadino Kane a capo dell’impero dipinto da Welles aveva un’anima, una storia personale che, per quanto “assediata” da prime pagine e flash fotografici, stava lì per essere ascoltata. Al di là del mondo che abitava e che provava a spiegare. Il centro erano i media quanto gli uomini che li governavano, che ne avevano fondato e arricchito il linguaggio. Di Zuckerberg, del ritratto che di lui ha fatto Fincher, possiamo dire lo stesso? La rimediazione di Facebook attraverso la Settima Arte è veramente riuscita oppure si limita a un esempio di legal movie istruttivo ed esteticamente impeccabile?

Forse quei “500 milioni di amici”, i relativi (e necessari) nemici e tutto il mondo che si portano dietro era difficile che entrassero in un solo film, in un’unica cornice. Forse, a furia di voler rappresentare il regno, si è finito col dimenticarsi del re. Del cuore dietro la delusione che ha dato origine a Facemash. E che, per quanto bello, The Social Network di David Fincher ha reso piatto come uno di quei milioni di schermi dietro i quali ci affolliamo.

 

 

Fonti:

Yahoo Finance

www.cinefatti.it

 

Letture consigliate:

Jay D. Bolter, Richard Grusin, Remediation. Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi, Milano, Guerini e Associati, 2003.

Henry Jenkins, Cultura convergente, Milano, Apogeo, 2007.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...