Periscope: interazione e condivisione in diretta video

di Anna Giusti

Il mondo social è un fiume in piena, dopo le immagini di Instagram a cavalcare l’onda del successo sono i video live: la novità si chiama Periscope.

In realtà il live video streaming esiste già da anni, aziende come Livestream e Ustream hanno introdotto app dei loro servizi, ma non sono riuscite ad ottenere i risultati “esplosivi” conquistati invece dall’emergente Periscope.

Le motivazioni sono da ricondurre principalmente al contesto diverso.
Innanzitutto “viviamo in un mondo sempre più mobile”, entro il prossimo anno due miliardi di persone possederanno uno smartphone.
La preminenza dei social media (Facebook, Instagram, Twitter, ecc.), che contano miliardi di utenti, è un altro fattore determinante. In particolare, la condivisione della propria vita attraverso foto e video sui social ha fatto sì che Periscope decollasse.
Infine, una funzione strategica connessa alla nuova app, è il collegamento con Twitter. Ciò consente agli utenti di “accedere immediatamente a un parco followers già fatto, invece di doverlo costruire da zero” e quindi, un forte potere di condivisione virale dei contenuti (wired.it).

Cosa è e come funziona Periscope?

 Periscope è un’applicazione acquistata da Twitter, inizialmente disponibile solo per dispositivi iOS (Apple), successivamente Twitter ha rilasciato anche la versione per dispositivi Android. Permette di videotrasmettere online, in modo immediato, la propria vita; elemento fondamentale è l’interazione che si viene a creare tra l’utente protagonista e i suoi followers.
Le dichiarazioni dei suoi ideatori Kayvon Beykpour e Joe Bernstein risultano molto interessanti.

“ Poco più di un anno fa siamo stati affascinati dall’idea di poter scoprire il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro. Come sarebbe osservarlo attraverso lo sguardo di chi protesta in Ucraina? O guardare l’alba da una mongolfiera in Cappadocia? Potrebbe sembrare folle, ma abbiamo voluto costruire qualcosa di molto vicino al teletrasporto. Anche se ci sono molti modi di scoprire eventi e luoghi, abbiamo capito che nulla è meglio dei video in diretta per fare un’esperienza. Un’immagine può forse valere più di mille parole, ma i video live possono portarvi in qualunque posto e mostrarvelo”.

Con Periscope è possibile scorrere l’elenco dei live trasmessi in diretta dalle persone seguite, accedere ad una raccolta di canali che potrebbero risultare interessanti in base ai trend del momento e nella sezione “Live” attivare la fotocamera per trasmettere ciò che viene inquadrato.

Nel sito ufficiale dell’app, viene sottolineata la differenza tra chi guarda e chi trasmette.
“Agli spettatori Periscope fornisce nuovi occhi e nuove orecchie”. Il pubblico influenza chi trasmette attraverso messaggi ed esprimendo consensi che in questo caso non si misurano in like ma in cuori, dunque non si tratta di un’esperienza passiva come per la televisione.
“Ai broadcaster, Periscope consente di condividere la propria esperienza con altri”, la diretta viene segnalata immediatamente ai follower (webnews.it).

 In Italia, questo nuovo strumento social si è affermato con molta facilità, a sfruttare le sue potenzialità sono soprattutto artisti e personaggi dello spettacolo, tra questi Fiorello, Jovanotti e J-Ax che lo utilizzano per mettere in scena sia momenti pubblici che privati.

Dunque, ognuno può trasformarsi in una stazione televisiva e trasmettere live un’infinità di momenti, dalla festa di compleanno ai fatti di cronaca: tutti in vista su Periscope!

Si tratta di un nuovo modo di approcciarsi al mondo che determinerà significative trasformazioni comunicative e mediatiche ed in particolare cambiamenti nel nostro modo di vivere la quotidianità.

Se da una parte lo streaming in tempo reale di Periscope porterà ad una maggiore democratizzazione delle informazioni condivise e quindi alla conoscenza di storie, luoghi ed eventi che prima non avevano la possibilità di essere visti, dall’altra parte, con Periscope, la privacy è sottoposta a nuovi rischi. In qualsiasi momento potremmo rientrare in una diretta senza alcuna intenzione di prenderne parte, inoltre l’esclusività perde il suo primato, ad esempio, nel caso di grandi eventi è impossibile ottenere lo spegnimento del cellulare da parte di tutti i presenti.

Selvaggia Lucarelli, in un suo articolo su Libero Quotidiano.it, a proposito di Periscope scrive che è “il peggiore amplificatore di narcisismi sopiti e manifesti dei più disparati e insospettabili individui”.

Insomma come recita una canzone di Caparezza:

“…Nella vita vince chi figura,
farà passi da gigante chi figura,
possiamo farlo tutti quanti,
BENVENUTI NELL’ETÀ DEI FIGURANTI!”

Fonti:

http://www.wired.it/mobile/app/2015/04/01/perche-meerkat-periscope-cose-migliori-beh-twitter/

http://www.webnews.it/speciale/periscope/

http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze—tech/11779861/Periscope–Selvaggia-Lucarelli–.html

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