La nuova giovinezza

In Italia la popolazione ha raggiunto un alto tasso di invecchiamento come dimostrano alcuni dati Istat gli ultra 65enni, già oggi pari al 20,3% del totale (oltre 12 milioni di persone), aumenteranno fino al 32% nel 2043. Dopo tale anno, tuttavia, la quota di ultra 65enni si consoliderà stabilmente intorno al valore del 33%: in pratica una persona su tre sarà anziana.  Le previsioni statistiche registrano, nel futuro un alto tasso di anziani con disabilità e conseguente disagio sociale.

Per scongiurare il rischio di un isolamento sociale la rete ricopre un ruolo importante.

La figura dell’anziano si è rivoluzionata nel tempo è lontano lo stereotipo del vecchietto passivo che aspetta lo scorrere della routine giornaliera. L’ avvento della tv, del computer rappresenta una finestra sul mondo soprattutto  per la terza generazione sono strumenti che  aiutano a  stimolare la formazione di  una mentalità attiva , dinamica e flessibile.

Le persone con un’età compresa tra i 55 e 75 anni sono spinti all’ uso di internet per tre motivi principali:

  • Curiosità di entrare in un mondo sconosciuto, desiderio di scoprire ed alfabetizzarsi con

l’aiuto di nipoti che diventano insegnanti dei loro nonni.

 

  • Informazione aggiornarsi in tempo reale sulle notizie relative all’ attualità e alla salute così da conquistare maggiore autonomia e indipendenza delle conoscenze acquisite

 

  • Socializzazione per entrare in contatto con amici, nipoti, figli, parenti di vecchia data in ogni momento della giornata rispolverando ricordi

Ma quali sono gli effetti concreti? Dal congresso italiano di Psicogeriatria  è emerso che l’ uso delle nuove tecnologie  nei soggetti anziani riduce sensibilmente lo stress , aumenta una vivacità mentale, culturale e cognitiva   e stimola i riflessi motori( basti pensare all’ uso del mouse o della tastiera che non è affatto scontato per questi soggetti.)  In alcuni casi la rete rappresenta, anche in età matura un modo per intraprendere delle relazioni sentimentali e rivoluzionare la propria quotidianità.

Si dovrebbero offrire più possibilità di alfabetizzazione ai tardivi digitali, creando corsi dei veri o progetti di sostegno. Le aziende si attivano solo recentemente per offrire servizi a questa importante fetta di mercato. Si sviluppano nuovi siti per gli over 60 con una grafica chiara ed efficace così da facilitarne l’accesso.

Paradossalmente in una società in cui diffusi e ridondanti sono termini come isolamento sociale, tradimento e depressione, un rapporto di solidarietà e altruismo, si instaura, invece, tra giovani e anziani. Nasce Special Age è il primo social per anziani in cui è possibile condividere interessi e informazioni con il supporto di giovani studenti, creando un rete di scambi generazionali integrando l’incontro face to face tra coloro che abitano in una stessa località. Nonostante si sottovaluti la figura dell’anziano questo dimostra una forte vitalità e interesse verso le nuove frontiere del digitale sorretti da una curiosità assuefatta, invece, in molti giovani.

Possibile quindi un rovesciamento della medaglia? Giovani troppo adulti e anziani alle soglie di una nuova youg digital life? Non ci resta che osservare e stare al passo con i cambiamenti.

 

Riferimenti

www.Istat.it

www.specialage.com

http://www.psicogeriatria.it

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